Storia

Il territorio, ancora prevalentemente agricolo, è stato attraversato da differenti civiltà. Sanniti, Romani, Longobardi, Normanni, Angioini e Aragonesi hanno prediletto la posizione elevata del paese soprattutto per fini difensivi. Turris Clusii (Torre dei Chiusi) è stata torre di guardia per la città di Benevento, centro del potente ducato longobardo prima e città pontificia poi.
Sviluppatosi in epoca longobarda, Torrecuso conserva ancora le casette in pietra, gli archi, le strette viuzze che si inerpicano verso le due piazzette, entrambe con la propria chiesa, dominate da un imponente castello marchesale.
In località Pontefinocchio si trova il ponte Foenicolum del XIII secolo.

Il vetusto ponte sul Calore prende il nome dall'antica Baronia di Tommaso (de) Feniculo. Attualmente, le sue rovine mostrano la sovrapposizione di tre tipi di architettura: romana, longobarda e moderna. Proprio in questa località è stata rintracciata la strada militare romana che si collegava con la Prenestina.
Dopo il dominio feudale della Baronia dei Fenocchio, Torrecuso passò ai Della Leonessa, ai Caracciolo, ai Cito. Tra i sec. XVII e XVIII, conseguì la sua massima prosperità. In seguito vi si stabilì la famiglia Mellusi di Sant'Agata de' Goti, che divenne proprietaria del palazzo baronale, in cui nacque Antonio Mellusi, "il gentil poeta del Sannio".

 

Oggi

Il Comune di Torrecuso è il secondo paese per superficie vitata della regione Campania: un territorio di 26,47 kmq di cui 24,200 ettari a vite. L'economia si basa essenzialmente sull'agricoltura e, in particolare, sulla produzione vitivinicola. E’ inserito nel Parco Regionale del Taburno, ospita nel suo territorio 18 cantine imbottigliatrici che costituiscono la maggioranza dell’Associazione Produttori

e dell’Aglianico del Taburno. L’evento eno-gastronomico è Vinestate, trentasei edizioni di una festa dedicata all'Aglianico del Taburno, con degustazioni nel centro storico dei vini delle aziende iscritte, convegni, mostre, spettacoli musicali e di animazione. Aderisce all’Associazione Nazionale delle Città del Vino e Città dell’Olio